domenica 2 agosto 2026

The Wall

 

Pink Floyd
The Wall (1979)
Harvest/EMI Europa e Giappone
Columbia/Sony Mondo
Durata: 81’ 12”

Tra le opere dei Pink Floyd, “The Wall”, concept album, uscito nel 1979, incentrato sulla storia di un personaggio fittizio: una rockstar di nome Pink che, a causa di una serie di traumi, come la morte del padre in guerra, la crudeltà della scuola, l’iperprotettività della madre e l’alienante vita da divo, si chiude dietro un muro psicologico, difensivo ed invalicabile, che lo soffoca inesorabilmente, trascinandolo ai limiti della follia, è sicuramente tra le più conosciute.
Questo LP, in cui vengono narrati fatti autobiografici del bassista del gruppo Roger Waters, che ha scritto quasi la totalità dei brani del disco, è stato prodotto da Bob Ezrin insieme agli stessi Pink Floyd ed è stato registrato tra Francia, Inghilterra e Stati Uniti, in uno dei processi creativi più complessi e travagliati della carriera della band britannica.
La tensione tra Waters e gli altri membri raggiunse livelli estremi: Richard Wright fu addirittura cacciato prima della fine delle registrazioni, tornando poi solo come turnista nei live.
Nonostante ciò, ha avuto un grande ascendente sui fan tale da far si che da questo lavoro fosse tratto un film, in cui musica e animazione vanno a braccetto, diretto da Alan Parker con il contributo grafico del disegnatore e vignettista Gerald Scarfe, e realizzato un tour, culminato con un’esibizione il 21 luglio 1990 per celebrare la caduta del Muro di Berlino.
La ricca e variegata tracklist di quest’opera, contiene pietre miliari del repertorio rock internazionale che ogni amante della psichedelia conosce.
Tra queste le più famose sono senza dubbio: “Another Brick in the Wall”, traccia articolata in tre parti ognuna delle quali, tra chitarre elettriche sommesse e un aumento del tono di voce, in un’escalation di sentimenti che vanno dalla tristezza alla rabbia, si presenta in modo più duro di quella che la precede, “Mother” in cui un rassicurante motivo descrive i rapporti nefasti fra il giovane Pink e una madre iperprotettiva, “In the Flesh?” e “Comfortably Numb” dove, grazie ad una melodia e ad un assolo maestosi composti dal chitarrista David Gilmour e a un testo sussurrato in forma di dialogo scritto da Waters, si racconta di un immaginario faccia a faccia tra la star e un medico che gli pratica un’iniezione per rimetterlo in piedi dopo un malore per far si che si possa esibire.
Il disco, così come lo spettacolo, si conclude con i pezzi “The Trial” e “Outside the Wall” recitati come un’opera teatrale, gli unici a raccontare la storia da un punto di vista diverso da quello del protagonista, alla fine dei quali il muro viene abbattuto, Pink ritorna ad una vita normale e si tirano le somme delle vicende narrate.
“The Wall” è un viaggio esistenziale, un’opera d’arte totale che racconta la fragilità, la ribellione e la speranza.
Le sue canzoni, la sua storia e i suoi simboli continuano a emozionare milioni di ascoltatori, mantenendo intatta la loro forza rivoluzionaria.
Dietro ogni mattone del muro c’è una domanda universale: come si abbattono le barriere che ci separano dagli altri e da noi stessi?
La risposta sta proprio nella musica e nella capacità di condividere emozioni profonde.

Per chi volesse ascoltare il disco ma non ha il giradischi:



Nessun commento:

Posta un commento