martedì 8 maggio 2018

La mafia è un montagna di merda


Peppino Impastato
Questo è il modo in cui Peppino Impastato, di cui ricorrono i quarant'anni dalla morte, definiva la Mafia.
Giuseppe Impastato, maglio noto come Peppino, era infatti nato a Cinisi da una famiglia mafiosa, il padre stesso apparteneva al Clan Manzella, militante di sinistra giovanissimo, ben presto rompe con la famiglia per le sue idee, e abbandona la casa.
Nel 68 partecipa, con ruolo di dirigente, alle attività dei gruppi della Nuova Sinistra e conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Punta Raisi in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.
Da prima fonda Radio Aut, con cui inizia assieme ad un collettivo di giovani del paese la propria lotta politica contro il potere mafioso, la corruzione, i delitti e i traffici di droga che avvengono nel territorio controllato da Tano Badalamenti, capo indiscusso della mafia locale.
Peppino davanti a Radio Aut

Nel ‘78 poi aderisce a Democrazia Proletaria candidandosi alle elezioni comunali, e proprio durante le elezione del maggio 1978, Peppino viene ucciso cercando di mascherare il suo omicidio come atto terroristico.
Il corpo di Peppino fu fatto esplodere con del tritolo sui binari della ferrovia, la stampa , la polizia e la magistratura, immediatamente parlarono di atto terroristico, e la sua morte passò quasi inosservata poiché proprio in quelle ore veniva “restituito” il corpo del presidente della DC Aldo Moro in via Caetani a Roma.
Peppino a quelle elezioni fu eletto simbolicamente.
Negli anni seguenti Peppino è diventato il simbolo di chi, quotidianamente, lotta contro la mafia in Sicilia e non solo, e grazie al fratello Giovanni e alla Madre Felicia che con coraggio hanno testimoniato nelle aule di tribunale contro Zio Tano Seduto come Peppino amava definire il potente mafioso Badalamenti, si giunge alla sua condanna.
La figura di Peppino è ricordata nel bel lungometraggio “I cento passi”, la distanza che separava casa Impastato da quella del boss Tano Badalamenti, di Marco Tullio Giordana, e in numerose canzoni, ma ancora più importante è il Centro a lui dedicato in terrà di Sicilia, centro che svolge attività di controinformazione e lotta per la legalità e la democrazia.

Canzone dedicata a Peppino Impastato da Cisco dei Modena City Ramblers:


sabato 5 maggio 2018

Canzoni [2]

Parlerò in questo post, di uno dei brani più famosi del gruppo che è stato uno dei mie primi amori musicali le cui canzoni ho ascoltato per la prima volta, ormai più di trent'anni fa, su una musicassetta regalatami da mio zio.

Blackbird

"Blackbird" è un brano dei Beatles, contenuto nell'album The Beatles, meglio noto come White Album o Album Bianco, del 1968.

The BEATLES copertina
La canzone è una di quelle più famose di Paul Mc Cartney presenti nel disco, entrata stabilmente nel suo repertorio post Beatles.
All'epoca alcuni la interpretarono in chiave politica, leggendovi richiami al Black Power americano.
Lo stesso autore, in un'intervista del 2001, riferì di aver preso spunto per il testo della canzone da alcuni fatti di cronaca che vedevano protagonista il movimento per i diritti civili dei neri statunitensi nella prima metà del 1968.
"Blackbird", inoltre, apre una trilogia di canzoni consecutive del White Album aventi nel titolo un nome d'animale: Blackbird, merlo, Piggies, porcellini, Rocky Raccoon in cui "raccoon" è il procione.
Il brano è scritto utilizzando la tecnica del Finger-picking, tecnica di arpeggio resa celebre da chitarristi folk.
Nel ritiro del Maharishi a Rishikesh, nella primavera del 1968 infatti, non disponendo di strumenti elettrici, i Beatles potevano usare solo le loro chitarre acustiche, quindi potevano soltanto accompagnarsi col plettro o arpeggiando con le dita per arricchire la melodia.
Registrato nello Studio 2 degli Abbey Road Studios, il brano fu poi mixato, includendovi il gorgheggio di un merlo tratto dalla nastroteca di effetti sonori degli studi, in sei ore.
Ispirato dall'esperienza vissuta da Mc Cartney quando fu svegliato da un merlo che iniziò a cantare prima dell'aurora, il testo dell'autore trasforma il brano in una metafora di risveglio interiore a un livello più profondo.

Per chi volesse ascoltare il brano: